Un tappa che non è proprio parte della New York fuori dal centro, ma Central Park è uno dei rifugi indiscussi dalla ressa di Manhattan. 

Se pensiamo a New York pensiamo subito ai grattacieli, alle strade affollate di gente, ai ritmi frenetici di Manhattan. E in effetti è vero, questo è quello che chi viene qui di solito vede o si aspetta. Ma come in tutte le grandi metropoli anche a New York basta trovare gli angoli giusti o uscire da Manhattan per sfuggire a tutto questo. E la New York fuori dal centro offre molto di più di quanto di aspettate.  

Sarà che sono cresciuta in un paesino di provincia e ora si può dire che vivo praticamente in campagna, ma la ressa delle grandi città ad un certo punto mi nausea. Durante la mia ultima visita a New York ho dormito a poche centinaia di metri da Times Square e passavo quasi tutte le mie giornate a Midtown. Con le strade sotto il mio hotel che a ogni ora del giorno e della notte risuonavano di musica, clacson e dio sa solo cosa, appena avevo un attimo libero dal lavoro cercavo vie di fuga.

Qui sotto vi elenco un po’ di posti fuori dal centro o oasi di pace in città, più o meno note, che (guarda caso) spesso sono anche tra i miei luoghi preferiti di New York.

 

Williamsburg e la sua spiaggia

Questa la considero una chicca e l’ho messa al primo posto perché quando ho voglia di un po’ di New York fuori dal centro ed ho poco tempo, scappo qui. Molti turisti conoscono Williamsburg, il quartiere hipster di Brooklin, pieno di locali alla moda e street art. Ed effettivamente varrebbe la pena venire qui anche solo per quello (io visito sempre la Kent Ale house, che ha la vista sul mare e una selezione di birre artigianali eccellente). Ma pochi si allontanano abbastanza dalla fermata della metro da arrivare alla tranquilla spiaggetta dell’East river State park. Se ci venite al tramonto la vista è mozzafiato.

Immaginate una spiaggetta di sabbia bianca, i gabbiani che volano e sull’altra sponda i grattacieli di Manhattan che sembrano emergere dal mare. Aggiungeteci che di solito non è molto affollato nonostante sia a due passi da una zona piena di ristoranti e bar. Per me è un must venire qui a sedermi su una roccia a guardare l’acqua o a leggere i tabelloni informativi sulla fauna dell’East River. Per un attimo non sembra nemmeno più di stare in città. Se ci aggiungete che sta proprio accanto a un sacco di locali carini…

 

Una partita di baseball nel Bronx

Mentre Harlem perde la sua aurea negativa e inizia ad attrarre i primi turisti con messe gospel e street art, il Bronx nell’immaginario comune resta un posto dove ci sono solo spacciatori, assassini e generalmente gente brutta.Psicologicamente più che geograficamente, entra a tutti gli effetti nella New York fuori dal centro. Ho dormito nel Bronx la prima volta che sono venuta qui e credetemi, ne sono uscita più che indenne. Nel Bronx ho fatto anche una delle mie prime esperienze super americane, ciò vedere dal vivo una partita di baseball. Infatti proprio qui, ad una manciata di fermate da Manhattan, si trova lo stadio dei famosissimi New York Yankees. Non mi piace lo sport in generale, ma devo ammettere che venire qui è stata un’esperienza che andava oltre alla partita. Avevamo i posti più economici, praticamente in cima dove finiva lo stadio, ma comunque la visuale era buona e c’era la possibilità di gironzolare liberamente anche più vicino al campo.

La partire di baseball sono lunghissime, infinite, possono durare tra le due e le tre ore e più. Cosa fanno i newyorkesi in tutto questo tempo? Quello che vediamo fare nei film: gironzolano per i tantissimi stand che offrono alette di pollo, hot dog, philly cheese steak sandwiches, mentre la telecamera inquadra casualmente gli spettatori e li invita a baciarsi o salutare. E si, a me è capitato davvero di vedere qualcuno chiedere la moglie in sposa sui maxi schermi allo stadio.

 

Coney Island e Brigthon beach

Coney Island è uno dei miei posti preferiti in assoluto di New York e non solo fuori dal centro. Non è vicinissimo al centro, ma c’è una linea della metro diretta con treni frequenti che vi porterà fino a destinazione senza troppe difficoltà. Tenete conto che dal sud di Manhattan (Whitehall st./Bowling green) ci vogliono almeno 50 minuti. Ma per me lo spettacolo inizia proprio a bordo della carrozza, quando attraversando Brooklin si intravede la statua della libertà e poi si passano per quartieri dimenticati dal turismo, dove le strade si chiamano Avenue P, Avenue X, Avenue U…

Appena scesi ci si imbatte subito in Nathan’s, un locale fondato da un immigrato polacco nel 1916 che sforna gli hot dog pù famosi di tutta la città. Oggi Nathan’s è una catena commerciale, che ha fast food sparsi in tutti gli Stati Uniti e vende i suoi hot dog anche nei supermercati, ma questo è il posto dove sorgeva il locale originale. Da queste parti il 4 luglio (indipendence day) si svolge anche l’hot dog eating contest, la più importante gara di abbuffata di hot dog d’America. Per farvi capire il tenore dell’evento, immaginate gente con cappelli a forma di hot dog, che mangia hot dog e idolatra Joey Chestnut (il plurivincitore del contest) come un vero “american hero”.

Poi c’è il luna park ovviamente. Appena passato Nathan’s si prosegue verso la Ocean parkway, che come avrete intuito dal nome è una lunghissima passerella in legno lungo l’oceano piena di locali e negozi. Oltre la passerella, ci sono la spiaggia e l’oceano, con i gabbiani che volano come condor in cerca di cibo. E l’oceano è oceano vero, vasto, aperto, niente a che vedere con le lingue d’acqua che circondano Manhattan. Da qui ci si può avventurare nel parco dei divertimenti più famoso e vintage di New York, dove le prime montagne russe furono installate ne 1884. Prendetevi uno zucchero filato e fate un giro sulla wonder wheel (ruota panoramica), perchè come dicono i manifesti “they don’t build them like this anymore” (non ne costruiscono più così).

Se volete visitare la spiaggia più famosa di New York dovrete spostarvi per la tintarella a Brighton beach, sulla stessa lingua di terra. Potete tranquillamente camminarci dal luna park, è la continuazione della stessa spiaggia a circa 10 minuti a piedi.

Brooklin heights e il famoso ponte

Brooklin è sicuramente il mio quartiere preferito di New York, infatti ho già elencato ben 3 aree che ne fanno parte: Williamsburg, Coney Island e ovviamente ora Brooklin Heights. Considerate anche che Brooklin ha la stessa estensione in metri quadri di Milano, quindi per gli standard italiani potrebbe già essere di per se una città.

Brooklin Heights è una delle zone più fighette e carine di Brooklin, infatti si trova proprio di fronte alla parte sud di Manhattan, dove sorgono i grattacieli di Wall Street. Sembra strano aggiungerla in una guida alla New York fuori dal centro, ma credetemi, l’atmosfera però è completamente diversa, da provincia tranquilla e riservata. Le strade sono tranquille, le case sono grandi con ampi giardini e vialetti di ghiaia.

Immaginatevi ragazzini che vanno a scuola a piedi con i loro zainetti e complessi immobiliari con il portiere e avrete un’idea di Brooklin Heights. Questa zona mi piace non perché è ricca, ma perché è la cosa più simile che a una periferia elegante che si possa trovare a New York. Durante le feste (Halloween, Thanksgiving, Xmas, Indipendence day) venite in questo quartiere per vedere i vialetti addobati con zucche e fantasmini, palle e lucine di Natale, bandiere a stelle e strisce.

Ma il motivo principale per cui vengo qui è il Brooklin Bridge, il ponte che collega questa parte di città a Manhattan e che si può percorrere interamente a piedi. Se pensate che il posto migliore per godere dei grattacieli sia Manhattan, beh – a mio parere vi sbagliate di grosso. Le viste più belle si godono dai quartieri di periferia che circondano Manhattan e la vista dal ponte di Brooklin è la mia preferita  in assoluto. Vi consiglio di percorrerlo al tramonto, quando il sole scende proprio dietro ai palazzi e da lontano si intravede una piccola strada della libertà. Basta scendere dalla metro High street – Brooklin Bridge e farsi forza, perché avrete da camminare per un paio di chilometri circa. E’ davvero tra le esperienze che per me sono immancabili a New York.

 

C’è vita nel Queens?

Posso dire con serenità che il Queens è ancora una meta semi vergine, perché i turisti che scelgono di fare un giro da queste parti sono ancora pochi. Anche io l’ho vista quasi solo di passaggio e spero di rimediare perché si tratta del quartiere più grande di New York e del secondo per popolazione. Nel Queens vivono praticamente un quarto dei newyorkesi, ignorati dal turismo di massa. Si tratta di una zona prevalentemente residenziale, dove la gente vive in appartamento e fa acquisti nei negozietti dell’isolato. Il Queens comunque è enorme e non è tutto uguale.

Ai turisti che vengono qui di solito vengono proposti tour di cucina dal mondo, perché si tratta di un’area estremamente multiculurale, come probabilmente lo era Manhattan molti anni fa. Sicuramente se siete qui vale la pena di lanciarsi sullo street food e le botteghe di quartiere, ma anche solo vagare tra le lavanderie sudamericane e le bancarelle egiziane con la musica a palla. Tra le attrazioni più note ci sono sicuramente il famoso Corona Park, un parco con vista sull’east river e Manhattan che ospita un enorme globo terrestre in acciaio. In questo stesso parco si tengono anche i famosi Us open di tennis.

Oltre a questo si possono visitare anche la casa museo di Luis Armstrong e il MOMA PS1, il cuginetto di periferia del museo di arte contemporanea più famoso di New York. E, sempre a tema baseball (esiste uno sport più insulso e americano di questo?) nel Queens potrete visitare anche lo stadio dei New York Mets.

 

Un gita nel Jersey (per la New York fuori dal centro e pure fuori dalla stato)

Più passa il tempo, più tutto ciò che si trova a New York diventa turistico, esclusivo o costoso. Per fare un tuffo negli Stati Uniti popolari, quelli dove gente da tutto il mondo è approdata per fare fortuna, bisogna avventurarsi fuori. Un buon posto per farlo è il vicinissimo New Jersey, che si trova anche nell’omonimo stato. Uscirete quindi dallo stato di New York vero e proprio, ma in fondo c’è solo un ponte e qualche chilometro a separarla da Jersey. Qui si mischiano polacchi, italiani, arabi, sudamericani. Al supermercato troverete pierogi, carne spam in versione salsa Teriyaki e candele votive che promettono “suerte en la loteria”.  Tra l’altro a New York non ci sono Walmart, perciò se venite nel Jersey e non avete mai visitato la catena di supermercati più famosa d’America potete far un salto al Walmart enorme di Secaucus (è anche un posto favoloso dove comprare regali e souvenir).

La parte del Jersey più vicina a Manhattan ospita anche Newark, la città dove visse e lavorò Thomas Edison, il più importante inventore americano (è possibile visitare anche i laboratorio dell’epoca, oggi museo nazionale). Non dimentichiamo anche che proprio da queste parti si trova la Carlo’s bakery, la pasticceria del programma televisivo il boss delle torte. Oggi ha anche un negozio in centro, però è da questa sede che la famiglia Valastro sforna torte dal 1910. Un altro modo carino per passare nel Jersey è camminarci da Ellis Island, parte del complesso della Statua della libertà, si può anche camminare lungo a un ponte fino al Liberty State park, un enorme parco sul mare che offre una bellissima vista sul monumento più famoso di New York.

 

Se ti è piaciuto questo articolo non dimenticare di consultare la sezione del blog dedicata agli Stati Uniti.

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